Il volto nazista dello specista solidale

camionSi narra che Hitler amasse gli animali. La più quotata tra tutte le argomentazioni di coloro che intendono mettere in dubbio la nostra superiorità empatica. Un po’ come dire che amare le creature, che sarebbero poi gli altri animali, non ci impedisce di essere insensibili alle sofferenze umane, anzi…

Quei puntini sospesi densi di giudizio e di conferma dell’assetto specista del pensiero corrente, sono frutto dell’incapacità tipica degli ottusi di cogliere la complessità di ogni fenomeno.

Primo. Si parla di rispetto nei confronti degli altri animali, di tutela e valorizzazione delle differenze, di superamento dell’antropocentrismo, mettendo questi valori nell’animo di uno sterminatore, nonché psicolabile dittatore nazista.

Secondo. A quale amore ci riferiamo? Sicuramente non a quello superiore, disinteressato, evoluto, che ancora troppo pochi umani praticano su questa Terra. Quindi non può trattarsi che di un amore egoico, e in tal caso come si esprimerebbe?

E’ noto che Hitler fosse vegetariano nelle intenzioni, per frenare tutti i problemi digestivi che lo assillavano. Dico nelle intenzioni, poiché non ci riusciva affatto. Inoltre le associazioni vegetariane furono messe tutte fuori legge e le loro pubblicazioni vietate dal suo regime.

Terzo. Nella seconda Guerra Mondiale, 200.000 “cani-bomba” vennero addestrati nell’esercito di Hitler. A lui di quei cani non importava nulla. Forse aveva un attaccamento per quello che gli stava accanto, la piccola Blondi, ma chiamarlo amore viste le premesse mi sembra davvero fuori luogo. Infatti la usò per testare l’efficacia delle capsule di veleno con le quali si sarebbe poi suicidato.

Quarto. E’ vero che alcuni esponenti nazisti erano contro la vivisezione e altri contro la caccia. Qualcuno di loro era anche vegetariano. Ma questo che cosa significa? Che cosa toglie o aggiunge alle loro azioni atroci? E che cosa toglie o aggiunge all’omertà, alla connivenza di tutti gli umani che oggi sono i mandanti di quello che è a tutti gli effetti un olocausto animale?

Oggi tutti coloro che sulle autostrade vedono la deportazione di innumerevoli creature di diverse specie dai lager dove sono nate alla morte impietosa dei mattatoi, non sono diversi da coloro che vedevano i convogli dei treni portare innumerevoli umani nei campi di sterminio.

Oggi chi compra consapevolmente i prodotti della sofferenza delle creature, pezzi dei loro corpi martoriati, non è diverso dai mandanti delle torture e della morte di tutti quegli umani che erano considerati inferiori.

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Che cosa hanno da rimproverarci quelli che lottano contro le discriminazioni tra umani e contemporaneamente sostengono la catena di indescrivibili soprusi ai quali sono destinati tutti gli animali non umani?

Aprire il cuore all’empatia, coltivare l’amore per la libertà che alberga in ogni vita che incontriamo, è la via migliore, la più completa, per sciogliere le gabbie fino a cancellarle dallo spazio e dal tempo. Non ci sono scuse, argomenti, citazioni, egoismi, gerarchie, priorità. Poiché grande è lo sguardo del mondo che rinnova se stesso.

 

(Giusi Ferrari)

 

 

 

 

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